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La salute come slogan . A cura de “Il Pellicano Onlus”

L’ intento è farvi almeno cominciare a riflettere, e per aiutarvi su questo percorso di decontaminazione intellettuale, vi propongo altri piccoli e quotidiani esempi di attribuzioni di valori non affatto dimostrati dalla ricerca scientifica. Fra questi i più eclatanti ed in voga riguardano la presunta bontà dello zucchero di canna rispetto a quello raffinato, il potere ingrassante della pasta rispetto agli altri alimenti, l’inopportunità per la frutta di essere consumata ai pasti, le proprietà del caffè e di altri alimenti che puntualmente vengono glorificate o condannate, e via di seguito.

A proposito dello zucchero l’Istituto Italiano di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione afferma: “Non è vero che il valore calorico e le caratteristiche nutritive dello zucchero grezzo siano diverse dallo zucchero bianco. Lo zucchero grezzo è semplicemente uno zucchero non totalmente raffinato. Le differenze di colore e sapore dipendono dalla presenza di piccola quantità di residui vegetali che non vantano particolari significati nutrizionali”. Ho riportato solo pochi esempi, qualche citazione delle tante possibili per provare a sgombrare il campo da congetture e fantasie che alimentano quotidianamente la nostra tavola.

Ma è difficile ritrovare la rotta e non perdersi nel grande mare della stupidità, perché c’è sempre “qualcuno (che) vuol darcela a bere”. Prendo spunto da queste ultime parole che danno il titolo all’interessante libro di Altamore per affrontare il tema delle acque minerali e concludere questo capitolo, necessariamente breve e incompleto rispetto alla mole di argomenti e di esempi possibili. Partirei dalla sua introduzione: “Pura, leggera, povera di sodio, diuretica, digestiva…..Oltre che dissetante, la fonte di vita sembra essere una sorta di panacea per tutti i mali che affliggono l’uomo contemporaneo. Purché si tratti di una marca, uno slogan allettante quanto martellante”.

Gli Italiani sono ormai da molti anni i primi bevitori al mondo di acque minerali con un consumo medio pro capite di 172 litri, dati riferiti al 2002 in crescita esponenziale. Secondo gli ultimi aggiornamenti ISTAT l’87,2% della popolazione sopra i 14 anni sorseggia acqua minerale, condizionati da una pubblicità ossessiva che attribuisce a queste acque proprietà anti cellulite, an ti ritenzione idrica, purificatrici, fino al paradosso dell’ acqua… che elimina l’acqua!

Firma
Dr. Raffaele Ruocco

https://www.ilpellicano.perugia.it/

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