Rinofaringiti: cause e cura

Raffreddore - Medicina & Cure

Il termine rinofaringite acuta è spesso utilizzato come sinonimo del comune raffreddore. Può essere inteso come un’infiammazione iniziata da meno di una settimana a carico delle prime vie aeree o, allo stesso modo, semplicemente indicare la presenza di un’infiammazione del tessuto linfatico rinofaringeo. Come si è detto, quando si parla di rinofaringite acuta, ci si riferisce solitamente al cosiddetto raffreddore comune. Quest’ultimo rappresenta sicuramente la patologia infettiva più frequente in età pediatrica, con una media di circa 5 episodi all’anno nei primi cinque anni di vita. È documentata una leggera prevalenza nei soggetti di sesso maschile (1.2M:1F). Presenta la massima frequenza in relazione a cambi di temperatura, durante i mesi da ottobre a marzo anche a causa della tendenza, tipica della stagione fredda, a trascorrere la maggior parte del tempo in ambienti chiusi. La scuola e le comunità di qualunque genere rappresentano, per l’alta concentrazione di soggetti infettanti e di individui recettivi, i luoghi ideali per la trasmissione della patologia. Altri fattori socio-ambientali favorenti sono le dimensioni del nucleo familiare, il livello di educazione, una malnutrizione, l’assenza o la breve durata dell’allattamento materno, l’inquinamento, l’esposizione al fumo passivo. Si considerano fattori favorenti di tipo individuale l’età, il sesso, una carenza in ferro, episodi di reflusso laringo-faringeo, la presenza di tessuto adenoideo. I Rhinovirus rappresentano gli agenti eziologici più comuni, riscontrabili nel 90% dei casi di rinofaringite acuta. Gli Adenovirus, i virus influenzali e parainfluenzali, i Coronavirus, l’Epstein-Barr virus, i virus respiratori sinciziali (RSV) sono responsabili di rinofaringiti acute. Le infezioni batteriche possono essere anche favorite da una concomitante infezione virale o instaurarsi per la presenza di potenziali patogeni o per l’assenza di organismi interferenti.

I sintomi

La sintomatologia è caratterizzata da un’ostruzione nasale, con o senza rinorrea, acquosa o mucopurulenta, tosse, mialgia. Solitamente non si accompagna a febbre per quanto temperature di 38-39°C siano possibili nei soggetti più giovani. L’indagine con rinofaringoscopio flessibile consente di documentare l’eventuale ipertrofia adenoidea e classificarla in quattro gradi: 1° grado caratterizzato da aperture coanali libere, 2° grado con tessuto adenoideo confinato alla metà superiore del rinofaringe (<50%), 3° grado ostruite tra il 50 e il 75%, 4° grado occlusione > 75%. La rinofaringite acuta costituisce solitamente una patologia benigna e autolimitante. Le complicanze batteriche sono costituite dall’otite media e dalla rinosinusite.

Il trattamento

Nel trattamento delle rinofaringiti acute non complicate, l’uso dell’antibiotico non è giustificato. Corretto l’utilizzo di farmaci sintomatici quali paracetamolo da solo o associato ad antistaminici.

 

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